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costantemente e che rappresenta per lui l'unico modo per fuggire da un mondo fin troppo chiassoso. E allora, con estremo fascino ed eleganza, ci conduce all'interno dei suoi paesaggi quali spettatori di un mondo incantato ma allo stesso tempo concreto. Luoghi silenziosi che parlano alla nostra anima di quello che è l'insieme di un passato, di un presente e di un futuro che si può solamente immaginare. Luoghi segretamente desiderati e mai vissuti, se non attraverso l'estro e l' immaginazione di un poeta del colore dei nostri giorni come Domenico Monteforte. Ah, dimenticavo, il dipinto "Paesaggio con cielo verde" è a casa mia!

 


 

La poesia del colore
di Nicola Luisotti

Nicola Luisotti è Direttore Musicale del Teatro dell'Opera di San Francisco, nonché Direttore Ospite Principale della Tokyo Symphony Orchestra

La pittura rappresenta, assieme alla Musica, una delle massime espressioni dell'uomo. Quando dirigo un'orchestra, mi dedico principalmente a cercare con i miei musicisti i "colori" della Musica. Essendo terribilmente appassionato di arte figurativa, mi sono chiesto assai spesso se i pittori, quando si trovano di fronte ad una tela, cerchino di dipingere i suoni attraverso l'uso dei colori tradizionali. Quando per la prima volta mi trovai a discutere di questo con Domenico Monteforte, ci trovavamo a Parigi con le relative consorti, Rita e Pinuccia. La cosa che mi colpì allora fu proprio il suono che ogni sua immagine evocava. Sfogliando il catalogo delle sue opere, ricordo che un quadro attirò la mia attenzione più degli altri, "Paesaggio con cielo verde", e se dovessi descrivere oggi quel quadro con una parola, lo chiamerei semplicemente: Musica. I colori impiegati, il corso di un passaggio d'acqua appena accennato in basso sulla tela, la dolce collina immersa nel silenzio di una bella giornata ormai giunta a sera, mi fecero innamorare a prima vista di quell'immagine che ancora oggi m'incanta. Guardando poi con più attenzione il catalogo, mi resi conto che mancava un elemento assai importante: la gente. Perché non c'erano persone nei suoi dipinti? La sua risposta, con quel sorriso scanzonato che solamente un toscano può esibire, fu: "Perché io non dipingo le persone!" Io credo però che esse siano all'interno della materia stessa che con amore e dedizione stende sopra le tele. Semplicemente non le dipinge perché sono loro che compongono la materia da lui stesso rappresentata. Ogni dipinto di Monteforte tradisce al proprio interno la vita umana con tutte, ma proprio tutte le sue sfumature, ma il vero mondo di Domenico, e nel quale lui stesso si riconosce, è la natura, elemento con il quale si confronta

 


 

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